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iFi Audio Pro iCAN

Prova del primo prodotto della serie Pro di iFi Audio

iFi Audio Pro iCAN Editor’s Choice

Introduzione

A onor del vero, specie nel campo dell’audio consumer, alcune aziende sono più brave di altre nel creare delle aspettative, dell’interesse o più semplicemente a far venire la bava alla bocca anche all’audiofilo più smaliziato. Stiamo parlando in particolare di quello che volgarmente oggigiorno viene chiamato hype un termine quasi slang che richiama il termine eccitazione per un evento o un prodotto del quale si sa molto poco e che non reca ancora una data certa di commercializzazione.


Contenuto della scatola

Contenuto della scatola

Per ottenere dell’hype ci vogliono ingredienti come un abile politica di marketing unita ad un sapiente dosaggio di immagini e contenuti da elargire a piccole dosi al potenziale cliente al fine di attirarne sempre più l’attenzione. Pertanto se dovessimo pensare ad un azienda che è stata molto abile ad attuare tutto questo per la sua ultima creazione, uno dei primi nomi che ci verrebbero in mente sarebbe quello di iFi Audio. Il nome e la storia di iFi Audio sono stati menzionati svariate volte nelle nostre recensioni tant’è che sarebbe superfluo raccontarvi che hanno sede in Inghilterra e sono specializzati in apparecchi e accessori audio dalle dimensioni molto contenute. Una loro peculiare caratteristica questa che però è stata soggetta recentemente ad un cambiamento. Non un cambiamento radicale sia ben chiaro come nel caso dell’azienda madre ovvero la AMR (Abbington Music Research) da cui iFi Audio è nata e la quale si è resa famosa per le dimensioni importanti dei suoi apparecchi ma comunque un cambiamento di tendenza piuttosto netto. Perché iFi Audio per noi utenti è sempre stata sinonimo di micro, di nano per citare alcune linee dei suoi prodotti o comunque di qualcosa che può stare comodamente nelle tasche dei pantaloni. Ora con l’introduzione della nuova serie Pro avrete bisogno di usare entrambe le mani per trasportarla e di una scrivania su cui riporla dato che la prima cosa che salta agli occhi è l’abbondanza di manopole e connessioni di tutti i tipi. Di cosa stiamo parlando? Dite la verità non vi è venuta una certa curiosità nel volerlo scoprire? Siete stati anche voi colti dall’hype? Bene ci stiamo riferendo al nuovo prodotto di punta di casa iFi Audio per quanto riguarda l’amplificazione in cuffia ovvero l’iCAN Pro oggetto di questa nostra prova.


Design

La scatola

La scatola

Attorno a questo apparecchio si sono scatenate nel tempo le più diverse discussioni prima per delle foto circolate su alcuni forum giapponesi poi per la possibilità di leggere in rete il manuale d’istruzioni ed infine per alcune prime impressioni su alcuni prototipi funzionanti dell’iCan Pro fatti arrivare a degli utenti. Il prodotto fatto finito e commercializzato da iFi Audio si è materializzato nel nostro studio pochi mesi dopo la sua ufficiale messa in vendita e sinceramente non vedevamo l’ora di metterci le mani sopra. Si avete capito bene perchè questa volta dovremo usare entrambe le mani per maneggiarlo e lo abbiamo capito sin da subito vedendo le dimensioni dell’imballaggio. Solitamente per i prodotti di iFi Audio anche la scatola si teneva in una mano sola ora però la situazione è cambiata. L’elegante confezione recante un immagine del prodotto contiene: l’amplificatore, l’alimentatore esterno, il manuale d’istruzioni, un telecomando e un paio di cavi rca. Dalla descrizione sembrerebbe che abbiamo a che fare con un normale amplificatore per cuffie ma le cose non stanno proprio così. Se per tutto l’anno scorso si è creato un certo hype un motivo c’è. Il nuovo iCAN Pro di iFi Audio è un amplificatore professionale bilanciato per cuffie che oltre a funzionare anche da pre e ad incorporare, come vedremo, tutti i tipi di ingressi e uscite permette all’utente ben 3 modalità di funzionamento ovvero una a stato solido e due a valvole. Lo chassis esterno dell’iCAN Pro è in alluminio satinato. Sulla parte frontale troviamo a sinistra oltre al tasto di accensione una manopola che permette di selezionare l’ingresso desiderato sia esso bilanciato o sbilanciato. Accanto troviamo una manopola più piccola che permette di selezionare il livello di boost (+12 dB) delle frequenze basse a 10, 20 e 40 Hz. Sotto di essa vi è un selettore a tre posizioni che permette di usare l’amplificatore in tre modalità: Stato Solido, Tube e Tube+. La modalità a stato solido utilizza una topologia proprietaria di iFi Audio denominata True Differential Balanced®. In termini pratici l’amplificatore è realmente bilanciato dall’ingresso del segnale fino alle uscite.


Vista frontale

Vista frontale

L’iCAN Pro opera con un segnale interno pienamente differenziale che permette al segnale stesso di essere composto da due segnali di pari livello ma di opposta polarità. Rispetto ad un design single-ended con esattamente lo stesso circuito, la tecnologia True Differential Balanced® riduce la soglia del rumore di 3dB e abbassa anche drasticamente il livello di distorsione armonica o THD. Inoltre, permette al livello del segnale di raddoppiare producendo circa 9 dB (o 3 volte) di gamma dinamica in più. Il tutto viene gestito da un controllo di volume realizzato dalla ALPS in Giappone e fatto esclusivamente per questo prodotto. Si uniscono uno stadio di ingresso J-FET a discreti completamente bilanciato e uno stadio di uscita a MOSFET in pura classa A con funzionamente ad accoppiamento diretto o DC coupled. La modalità a valvole che comprende l’utilizzo di due valvole NOS General Electric 5670, si divide tra Tube e Tube+ selezionabili tramite tasto dall’utente. La modalità Tube+ ha la particolarità di generare un numero maggiore di armoniche riducendo al minimo il livello di controreazione dell’amplificatore che porta ad un differente compromesso tra il livello di armoniche prodotte e la performance dei transienti. Altra particolarità dell’iCAN Pro è la presenza sempre sulla parte frontale di tutti i tipi di ingressi cuffia sia bilanciati che sbilanciati. Come ingressi bilanciati troviamo due XLR a 3 poli per left e right che al centro recano ciascuno la connessione bilanciata per doppio jack da 6,3 mm o singolo per quella sbilanciata. Al centro un ingresso sempre bilanciato XLR stereo a 4 poli. Concludono la dotazione di ingressi due prese da 3,5 mm una bilanciata e l’altra sbilanciata. A lato degli ingressi troviamo una manopolina con tre diverse regolazioni per la funzione 3D Holographic Sound che permette di rendere più ampio il soundstage e di migliorare l’immagine stereofonica delle incisioni. Al di sotto di essa troviamo un selettore del livello di guadagno a tre posizioni: 0, +9 e +18 dB. La mapola del volume chiude la dotazione del pannello frontale. Il pannello posteriore raccoglie l’ingresso bilanciato e i tre ingressi sbilanciati. Avendo anche funzione di pre-amplificatore ci sono una coppia di uscite bilanciate e sbilanciate. Infine oltre alla presa di collegamento dell’alimentatore esterno troviamo due prese: la prima denominata DC Loop out e la seconda ESl Link che stando al manuale serviranno per futuri moduli aggiuntivi per la connessione a cuffie elettrostastiche. La parte superiore dell’apparecchio ha un design quasi unico in quanto si vede una sorta di piccolo oblò in vetro da quale partono dei centri concentrici costituiti da feritoie per il passaggio dell’aria. L’oblo indica la posizione delle due valvole NOS e una volta attivate emanano una simpatica luce arancione.


Prova d’uso

Vista posteriore

Vista posteriore

Non ci stufiamo mai di ripeterlo ma qualsiasi prodotto presente nel nostro studio per una recensione viene sottoposto ad un rigoroso periodo di rodaggio. Pertanto abbiamo lasciato rodare l’iCAN Pro per una settimana intera prima di effettuare qualsiasi serio test d’ascolto. Le cuffie utilizzate per la prova sono state la Sennheiser HD 800 S, l’Audeze LCD-X, la Kennerton Odin, la Sennheiser HD 650 e la Akg K7XX. Come DAC abbiamo utilizzato il Tobby della Firestone Audio a cui abbiamo fatto dei piccoli upgrade a livello hardware e il Mytek stereo96 DAC al quale abbiamo abbinato l’ottimo convertitore USB-SPDIF iLINK della iFi Audio. La sorgente audio principale è stata la nostra DAW sulla quale abbiamo usato programmi come Fidelizer, Process Lasso Pro. Per quanto riguarda la parte dei player sono stati impiegato Jriver e Foobar Darkone 4 con DSP proprietari. Gli altri amplificatori utilizzati durante la prova sono stati il Master 9 di Audio-GD e l’HPBA-2 S di Qes Labs entrambi bilanciati a stato solido. Il test di ascolto è stato suddiviso tra modalità Solid-State e Tube+ lasciando raggiungere all’apparecchio la temperatura ottimale di esercizio soprattutto nella modalità che comprende l’uso delle valvole. C’è da dire comunque che in tutte le modalità di ascolto l’iCAN Pro scalda parecchio per lo stadio di uscita in classe A pertanto vi consigliamo vivamente di lasciare sempre un ampio spazio sopra l’amplificatore. Se volessimo riassumere in breve le prime impressioni di questo nostro test d’ascolto potremmo sicuramente parlare di volume e di potenza. D’altronde con più di 14 watt su un carico di 16 ohm l’iCAN Pro sulla carta sembra porsi come un vero purosangue e queste nostre prime impressioni hanno avuto modo di rendersi più concrete e diffuse man mano che la prova d’ascolto ha preso piede. Ma cerchiamo di andare con ordine. Collegando in sbilanciato e con il cavo stock la AKG K7XX notiamo subito una bella sinergia tra il piccolo amplificatore e la cuffia Austriaca. La timbrica appare sostanzialmente equilibrata con un ampio soundstage e una resa delle voci molto buona. I bassi sono maggiori di quanto ricordavamo questa cuffia potesse esprimere. Passando dalla modalità a stato solido a quella Tube+ si nota un aumento del numero delle armoniche che rendono l’ascolto più musicale ed eufonico. Pilotando successivamente la stessa cuffia con il Master 9 a parità di brani e pressione sonora i bassi diventano ancora più profondi a discapito dei medi che arrretrano leggerissimamente. Con la Sennheiser HD 650 moddata e collegata in bilanciato all’iCAN Pro ci rendiamo conto fin da subito che in modalità Stato Solido, l’abbinamento risulta migliore e più coinvolgente di quello ottenuto con la AKG K7XX.


Pannello superiore

Pannello superiore

La cuffia acquista velocità nei transienti soprattutto per quanto riguarda l’attacco e il rilascio delle note con dei bassi precisi ed articolati. Anche la resa su i medi si esprime in maniera precisa lasciando un pò meno in evidenza la gamma alta. Se passiamo alla modalità Tube+ le frequenze medie acquistano maggior corpo e fluidità a discapito dei bassi che diventano meno incisivi nonstante la maggior ampiezza della scena sonora. Se poi colleghiamo, sempre in bilanciato la HD 650 al Master 9 notiamo una maggior apertura in alto ma un palcoscenico meno ampio rispetto a quello fornito dall’iCAN Pro. Un altra cosa che abbiamo modo di sentire è un minor capacità di questo combo a mascherare i difetti dell’incisione. Passando successivamente all’utilizzo di sua maesta la Sennheiser HD 800 S con collegamento in bilanciato, notiamo fin da subito una resa molto buona su voci e strumenti acustici. I bassi si rivelano di buona qualità e quantità con una velocità dei transienti di tutto rispetto. Con la modalità Tube+ i bassi diventano più rotondi, il palcoscenico si apre maggiormente donando alla timbrica generale una maggior dolcezza su medio-alti e alti. Con l’utilizzo, sempre in bilanciato, del Master 9 la cuffia acquista un pochino più di corpo su i bassi e un leggera maggior velocità su i transienti. Volendo poi rendere completo il confronto diretto tra gli amplificatori in nostro possesso mettiamo in campo anche il nostro HPBA-2 S di Qes Labs realizzato appositamente per la HD 800 S. Non usiamo mezzi termini per dire che il confronto non può esserci in quanto le prestazioni della HD 800 S con questo ampli sono tali da lasciare indietro gli altri due ma di tutto questo ne avevamo già ampiamente parlato nella nostra precedente recensione sulla nuova ammiraglia di casa Sennheiser. Dopo questo primo round ci pare di capire in maniera piuttosto chiara che l’iCAN Pro oltre ad essere un prodotto poliedrico è un amplificatore che va decisamente a nozze con le cuffie dinamiche di diversa impedenza senza porsi problemi nell’erogare una cospicua dose di potenza e volume. Volendo poi completare la nostra prova, colleghiamo in bilanciato al nuovo amplificatore di iFi Audio la nostra Audeze LCD-X. Notiamo fin da subito una buona apertura sulle medie frequenze e una buona resa della scena sonora. I bassi risultano però un pò gonfi ed impastati e non scendono ai livelli a cui siamo abituati. Si nota anche una leggera tendenza dell’amplificatore a perdonare eventuali difetti dell’incisione. Con la modalità Tube+ i bassi diventano un pò più morbidi sia come impatto e quantità. La cuffia acquista maggior musicalità diventando un pò più ruffiana nella resa complessiva e ancor meno analitica su i difetti della registrazione. Se poi usiamo la LCD-X con quello che è il nostro riferimento ovvero il Master 9, la cuffia risulta decisamente più veloce, i bassi diventano più articolati e veloci cosi come la resa dei transienti. A discapito di un seppur meno ampio palcoscenico la timbrica della cuffia diventa decisamente più equilibrata e aperta rivelandosi più impietosa nel rivelare i difetti dell’incisione. Con la Kennerton Odin le cose si fanno interessanti in quanto questa cuffia ortodinamica di produzione russa mostra una certa differenza di prestazioni a seconda del cavo usato. Alla fine abbiamo visto che usando il cavo bilanciato dalla sezione più grossa si riesce a interfacciare bene la cuffia con l’iCAN Pro. La ricostruzione del palcoscenico è ottima abbinata ad un estensione pulita e chiara in alto. Davvero molto buona la resa delle voci un pò meno quella delle basse frequenze che non risultano estese come con la LCD-X e pongono i medio-bassi leggermente in evidenza. Con la modalità Tube+ i bassi diventano leggermente meno incisivi, l’ascolto diviene più musicale e i difetti dell’incisione vengono addolciti. Con il Master 9 la Odin aquista maggior velocità estensione in basso e lascia maggiormente trasparire le imperfezioni della sorgente.


Conclusioni

Dettaglio frontale sinistro

Dettaglio frontale sinistro

Dobbiamo dare il merito a iFi Audio di essere riuscita a creare un prodotto veramente poliedrico che può accontentare sia il professionista sia l’audiofilo per numero di connessioni e modalità di ascolto. Pensiamo non sia stato facile realizzare un amplificatore per cuffie che racchiude al suo interno due tecnologie ben distinte come il funzionamento a valvole e a stato solido. Pensiamo infine che non sia stato nemmeno semplice realizzare un prodotto che non si scompone minimamente per il tipo di cuffia che deve pilotare e che mantiene una timbrica coerente anche ai diversi livelli di guadagno dello stadio di uscita. È un prodotto secondo noi che va decisamente a nozze le cuffie dinamiche. Meno con quelle ortodinamiche. Non fatevi però ingannare dalle dimensioni ridotte e dal peso contenuto anche se quest’ultimo a nostro avviso risulta un difetto abbastanza fastidioso in quanto l’amplificatore tende facilmente a scivolare lateralmente da ambo i lati quando si staccano i cavi cuffie e i cavi di linea. Ci hanno impressionato la quantità di potenza erogata e soprattutto il volume disponibile tant’è che pensiamo che l’iCAN Pro non abbia alcuna difficoltà a pilotare due cuffie notoriamente ostiche come la Hifiman HE-6 e la Abyss. Possiamo definirlo un amplificatore tuttofare che si adatta senza problemi a qualsiasi carico di impedenza gli si sottoponga. L’iCAN Pro può risultare un soluzione valida per chi dispone di un ampio parco cuffie e non vuole impazzire ad acquistare più di un amplificatore. Per il prezzo a cui viene venduto e per le soluzioni che incorpora ci sentiamo di consigliarlo. D’altronde a dirla tutta vi portate a casa due al prezzo di uno e scusate se è poco.


Opinione

Dettaglio frontale destro

Dettaglio frontale destro

Personalmente posso dire che tutto l’hype abilmente creato da iFi Audio attorno all’iCAN Pro è stato quasi del tutto soddisfatto. Nonostante non sia stato possibile cambiare il cavo di alimentazione stock ho avuto modo di vedere che l’alimentatore dell’amplificatore racchiude l’ultima tecnologia di iFi denominata iPower. Allo stesso modo sono riuscito per gioco a migliorare le prestazioni della Kennerton Odin semplicemente spostando il selettore del bass boost sulla prima posizione rendendo quindi l’abbinamento decisamente piacevole. Ho preferito fare, e ci tengo a sottolinearlo, un test nudo e crudo dell’amplificatore senza avvalermi degli optional in dotazione ovvero il 3D Soundstage e il Bass Boost. Sono rimasto stupito in positivo dalla capacità di iFi nel racchiudere cosi tante cose in un oggetto dalla costruzione ergonomica e dalle dimensioni contenute che permette a chiunque di usare con un unico prodotto due amplificatori: uno a stato solido e uno a valvole (aspettavi un tempo di venti secondi circa nel passaggio da una modalità all’altra). Poiché nel mio vocabolario non esiste la parola definitivo specialmente sugli amplificatori per cuffia, il primo termine che mi viene in mente è l’aggettivo versatile ed è quello che meglio si addice all’iCAN Pro. Proprio perchè è un amplificatore molto buono dall’eccellente rapporto qualità prezzo e il suo essere un valido tuttofare lo pone sicuramente tra i prodotti che meritano una certa considerazione.

Giudizio

  • Scoring110
  • Qualità sonora [1]9
  • Valore economico [2]9
  • Misure [3]9
  • Qualità costruttiva [4]10
  • Versatilità [5]9
  • Giudizio complessivo9
EDITOR’S CHOICE
  1. 1. La qualità sonora è davvero molto buona.
  2. 2. Il valore dell’apparecchio rapportato al prezzo è molto alta.
  3. 3. Le misure dichiarano valori decisamente interessanti.
  4. 4. La qualità costruttiva e l’estetica dell’apparecchio sono molto buone.
  5. 5. La versatilità è ad ampissimo raggio nel mondo degli amplificatori per cuffia.
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