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Audeze LCD-4

Prova della cuffia top di gamma Audeze

Audeze LCD-4Editor’s Choice

Introduzione

Quest’anno sono esattamente vent’anni che indossiamo le cuffie quasi tutti i giorni sia per lavorare al mastering di un disco, di uno spot tv, di una serie tv o semplicemente per ascoltare della buona musica. In tutti questi anni abbiamo guadagnato capacità, abbiamo affinato il nostro modo di ascoltare e soprattutto abbiamo guadagnato la cosa più preziosa ovvero l’esperienza. Esperienza che ci ha permesso di essere un modesto riferimento cui chiedere consigli su quale sia la cuffia o l’amplificatore per cuffie da acquistare.


Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Tali richieste ci giungono sia da parte di utenti comuni che di audiofili, che di professionisti dell’audio. Per questo nel nostro piccolo ne facciamo una questione d’orgoglio e cerchiamo sempre di migliorarci tentando nuove strade e nuovi ascolti. Spesso e volentieri la domanda postaci più frequentemente, da esperti e non, riguarda quali sono i marchi migliori presenti sul mercato o le cuffie che rappresentano davvero un prodotto con caratteristiche sonore al di sopra degli altri. Bene a scanso di equivoci notiamo che in materia, nella maggior parte delle persone, c’è parecchia confusione al riguardo e vi spieghiamo perché. Ogni tanto ci capita di salire in metropolitana e oltre a vedere la gente assorta davanti allo schermo di un cellulare, notiamo che tanti ascoltano musica in cuffia. Il primo pensiero che ci viene in mente è che la vita è troppo breve per usare cuffie scadenti forse perché marchi come Bose o Beats, che sono tra i più diffusi, sono solo ed esclusivamente una moda e non rappresentano a nostro avviso un mezzo fedele per riprodurre la musica in cuffia. Difficilmente ci capita di vedere cuffie della AKG, della Sennheiser, della Denon o della Beyerdynamic, prodotti che noi riteniamo di livello molto buono. Impossibile poi vedere marchi top come HiFiMAN, Stax o ABYSS. A questo punto i più attenti si saranno accorti che tra quelli citati ne manca uno. Si tratta di un marchio americano che da qualche anno ha preso piede tra i tanti appassionati del settore cuffie, ma che si sta ricavando ultimamente una buona fetta di mercato anche tra i professionisti dell’audio. Sì esatto ci riferiamo ad Audeze. Fin dalla concezione della prima LCD-1 nel 2009, Audeze è stata una delle aziende più in vista nel mercato delle cuffie per audiofili sino ad oggi. Audeze infatti è specializzata in cuffie ortodinamiche alla stessa stregua di HiFiMAN e ABYSS. Le cuffie ortodinamiche sono note per il loro timbro realistico, per l’eccellente controllo e per l’impatto dei bassi, il che le pone in una categoria a sé rispetto alle cuffie dinamiche ed elettrostatiche. Oggi quindi vi parlerò di Audeze visto che ci è stato concesso l’onore e l’onere di recensire la loro top di gamma ovvero la LCD-4.

Design

Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Il look esclusivo di Audeze LCD-4 sposa il perfetto connubio tra metallo, pelle e legno rendendola esteticamente una reminiscenza dei modelli precedenti, offrendo tuttavia nello stesso tempo una definizione completamente nuova di lusso e performance sonora. La cuffia è in assoluto la più pesante di tutta la linea Audeze con ben 695 grammi di peso. Ma la casa californiana ha pensato bene di ovviare a questo possibile inconveniente dotando la cuffia di una fascia in fibra di carbonio che non solo ridistribuisce il peso sul collo e sulla testa in maniera ottimale, ma è essa stessa molto leggera. La dotazione poi, oltre alla classica custodia rigida con il logo dell’azienda sulla parte frontale, prevede il certificato di garanzia e di autenticità, un cavo sbilanciato di colore azzurro nato da un progetto del compianto Lee Weiland di Locus Design ed un paio di guanti bianchi per maneggiarla con cura. Audeze dichiara che come propria top di gamma, la LCD-4 è il risultato di 40 anni di ricerca e progressi della tecnologia planare culminata con questo progetto elaborato sin dal 2009 anno di nascita dell’azienda. La cuffia utilizza un diaframma in nanoscala con un array di magneti Double-Fluxor brevettati da Audeze stessa ed attualmente unici nel mondo delle cuffie. Il materiale del diaframma, che trae ispirazione da ricerche della NASA, ha dato ad Audeze la capacità di produrne uno molto sottile, leggero ma al tempo stesso molto resistente e in grado di sopportare livelli di pressione sonora elevati. Il risultato nell’utilizzo di questo sottile diaframma consente un veloce attacco e rilascio delle note assieme ad una risposta dei bassi estesa, lineare e precisa. I magneti utilizzati nella cuffia consentono di generare un flusso magnetico di tutto rispetto che si attesta attorno ad un valore di 1,5 Tesla e che, dati alla mano, è il più alto mai registrato per un circuito magnetico aperto. Tutto questo consente un maggiore controllo del diaframma con una minor quantità di distorsione armonica del segnale audio. Inoltre la LCD-4 è anche dotata della tecnologia Fazor, sempre di Audeze, che guida le onde sonore riducendo la risonanza e la distorsione, creando nello stesso tempo una forma d’onda più accurata, una maggior estensione nella parte alta dello spettro sonoro assieme ad un corretta fase e posizionamento dell’immagine sonora. Esteticamente parlando la cuffia trasuda lusso e raffinatezza pur non discostandosi dai modelli precedenti a livello generale di design. La LCD-4 è dotata di anelli in legno di ebano macassar invecchiato 30 anni. I padiglioni risultano morbidi, infatti si può scegliere tra vera pelle di agnello o microfibra al cui interno vi è una schiuma acustica scelta accuratamente. Inoltre ciò che la caratterizza visivamente rispetto a tutti gli altri modelli sono le piastre cromate con un leggero effetto riflettente. I driver della cuffia sono accoppiati a mano e hanno un impedenza di 200 Ohm con una sensibilità di 97 dB.

Prova d’uso

Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Come tutti i test finora fatti nel nostro studio abbiamo lasciato rodare la cuffia per una settimana intera prima di procedere a qualsiasi prova di ascolto accurata. Questa volta inoltre, abbiamo volutamente allargato il parco dei DAC e degli amplificatori utilizzati proprio per non lasciare nulla al caso. Tra questi, sia amplificatori a valvole, sia amplificatori bilanciati a stato solido. Per quanto riguarda gli amplificatori a valvole messici a disposizione dall’amico Fabio la dotazione prevedeva: Woo Audio WA5-LE con condensatori di disaccoppiamento V-CAP, valvole finali 300B Sophia Electric’s Royal Princess, preamplificatrici General Electric 6SN7 NOS 1950 e valvole rettificatrici Emission Labs 5U4G; Wooaudio WA-22 con valvola rettificatrice Emission Labs 274B, preamplificatrici 6SL7 Tung-Sol e finali General Electric JAN 5998A; Halgorythme SE 300B costruito su specifica per Audeze con trasformatori calibrati per cuffie ad impedenze da 20/110/200 Ohm con valvole finali 300B EAT. Per quanto riguarda la conversione D/A del segnale abbiamo avuto a disposizione ben tre DAC diversi tutti collegati in AES/EBU all’interfaccia MUTEC MC-3+ cloccata esternamente con un word clock da 10 MHz al rubidio della Jays Audio. Ci riferiamo in particolare al Lynx Hilo abbinato al WA5-LE, al Mytek Stereo192-DSD abbinato al WA-22 e infine al Weiss DAC202 abbinato con Halgorythme. Come sorgenti abbiamo utilizzato sia una meccanica professionale della Tascam per la lettura dei CD sia un streamer della Pro-Ject Design per la musica liquida.


Audeze LCD-4 and LCD-3

Audeze LCD-4 and LCD-3

Tra i generi musicali abbiamo spaziato dal jazz al rock. Tutte le apparecchiature audio erano collegate ad una linea elettrica dedicata stabilizzata e filtrata. I cavi utilizzati sulla cuffia sono stati realizzati con un cavo DIY MOGAMI W2549 terminato rispettivamente da un jack 6,3 mm e da un connettore XLR a 4 poli. Iniziando gli ascolti con il WA-22 notiamo subito che l’amplificatore manca di potenza e non riesce a pilotare adeguatamente la cuffia interfacciandosi piuttosto male con essa. Il timbro leggermente scuro del WA-22 poi non fa brillare di certo la top di gamma di casa Audeze che risulta priva di mordente nella performance sonora. Le cose invece vanno decisamente meglio con l’Halgorythme, che è in grado di pilotarla più autorevolmente spostando però il selettore dell’impedenza sui 200 Ohm. Ci troviamo di fronte ad un buon risultato per timbrica e spinta, ma onestamente avvertiamo che la cuffia non viene sfruttata al massimo delle sue potenzialità cosa che avviene se invece colleghiamo la LCD-X. Quando però andiamo a collegare la LCD-4 al WA5-LE, impostando il selettore di uscita alla massima potenza, saliamo decisamente di livello come resa sonora. Sicuramente questo è l’ascolto che ci è piaciuto di più perché finalmente la cuffia riesce ad esprimere gran parte del suo potenziale, merito anche dell’ottima conversione digitale-analogica fornitaci dal LynX Hilo. La spinta manca un po’ di matericità verso il basso è vero, ma la musicalità che è venuta a mancare nei due abbinamenti precedenti qui ritrova vita, dando luogo a quell’ascolto molto piacevole, caldo e pieno di armoniche tipico delle valvole. Un successivo confronto con quella che fino a qualche anno fa è stata la top di gamma ovvero la sorella minore LCD-3F, fa perdere a quest’ultima di netto il trono di miglior cuffia attualmente disponibile presso la casa californiana. La LCD-3F ne esce perdente sotto diversi parametri per i quali la LCD-4 esprime una maggiore profondità di scena, una maggiore precisione nella riproduzione di tutti gli strumenti e soprattutto una miglior linearità globale, cosa che a nostro avviso risulta più carente sulla LCD-3F. L’abbinamento con un amplificatore a valvole come il WA-5 LE profondamente modificato e con un DAC di livello come l’Hilo, ci ha permesso di apprezzare il passo in avanti compiuto da Audeze per quanto riguarda la tecnologia planare che a nostro avviso rimane una delle migliori finora disponibili oggi. Se con l’utilizzo di amplificatori a valvole la cuffia ha espresso una prestazione decisamente interessante, le cose sono andate abbastanza diversamente e in maniera sorprendente nel nostro studio con l’utilizzo di ben tre amplificatori bilanciati a stato solido.


Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Anno nuovo vita nuova dice il detto, pertanto abbiamo fatto diversi upgrade importanti. In primis il computer che abbiamo usato per la riproduzione nel corso della nostra prova è una DAW acronimo di Digital Audio Workstation dedicata e costruita con componenti a norme militari. Come sistema operativo abbiamo usato Windows 10 Pro a 64 bit su disco SSD abbinato a Process Lasso Pro e a Fidelizer 8 Pro in modalità Purist. Come player abbiamo usato JRiver-23 64 bit e Foobar2000 Darkone 4.0 entrambi con il core-engine di JPlay nella modalità Xtream al massimo dei valori consentiti. Fondamentale per la prova si è rivelato l’utilizzo del plugin denominato Reveal e sviluppato da Audeze stessa. L’utilizzo di questo plugin permette di linearizzare al massimo la risposta in frequenza della cuffia andando così ad eliminare eventuali picchi o eventuali buchi lungo tutto lo spettro sonoro. Vi possiamo assicurare da un lato che la differenza con/senza è decisamente avvertibile e dall’altro che una volta iniziato ad usarlo non se può più fare a meno perché la cuffia migliora ancora di più. Abbiamo inoltre voluto dotare la nostra DAW di una scheda USB dedicata della Matrix Audio chiamata X-Hi. La particolarità di questa scheda USB PCI-e, oltre a quella di essere interamente schermata, consiste nel fatto di avere dei filtri e dei clock proprietari. Abbiamo scelto inoltre di alimentare esternamente questa scheda con un alimentatore da 12 Volt a bassissimo rumore chiamato iPower e prodotto dalla iFi Audio. In tal modo il segnale USB non proviene più dalla scheda madre sulla quale sono collegate altri apparecchi come hdd mouse tastiera etc, ma da una sorgente indipendente alimentata separatamente. A questa scheda USB è collegata una Singxer SU-1 totalmente modificata nella sezione di alimentazione. La Singxer SU-1 ha il compito di trasformare il segnale USB proveniente dalla scheda X-Hi in un segnale digitale AES/EBU da inviare al nostro Benchmark DAC-1 che è stato anch’esso profondamente modificato sia per quanto riguarda la sezione analogica, sia per quanto riguarda quella digitale, dietro nostra richiesta, dalla sapienti mani di Alessandro Boschi nel suo laboratorio. Ci teniamo a sottolineare che tutte queste modifiche hardware effettuate sul DAC-1, tra cui il bypass completo del controllo di volume, dell’amplificatore cuffie, del selettore d’ingresso digitale, sono state fatte registrando delle porzioni di brani musicali e riascoltandoli nello studio di registrazione di Alessandro prima e dopo ogni singola modifica, proprio per essere sicuri dell’estrema bontà del risultato sonoro raggiunto. Come amplificatori per la nostra prova abbiamo utilizzato il Pro iCAN di iFi Audio e l’HE-9 di Audio-gd. Tutte le apparecchiature audio sono state collegate ad una linea elettrica dedicata, stabilizzata esternamente e filtrata attraverso una multipresa realizzata dall’Ingegner Romagnoli di Lector Audio dietro nostra richiesta. La scelta dei brani musicali per la prova ha spaziato dal jazz al rock all’elettronica cercando di utilizzare se possibile brani ad alta risoluzione o per lo meno a 24 bit. Il cavo bilanciato usato per collegare la cuffia agli amplificatori è un cavo che abbiamo fatto realizzare su misura per noi da Emiliano Bruschi di Invictus Cable il quale ha utilizzato un materiale sperimentale che richiede un lungo processo di lavorazione. Il test iniziale di ascolto lo abbiamo fatto collegando la cuffia al Pro iCAN.


Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

La prima cosa che abbiamo notato è stata quella di un’immagine stereo molto buona con una collocazione precisa degli strumenti. Il suono assume un timbro rotondo senza particolari asprezze nella parte alta dello spettro sonoro. A nostro avviso però manca un pò di impatto e di spinta per quanto riguarda le frequenze basse con un estensione leggermente minore a quanto ci saremmo aspettati. Anche la parte alta dello spettro sonoro risulta leggermente meno estesa. Particolarmente gradevole è stata la resa delle voci e degli strumenti acustici cosi come l’articolazione dei transienti. Passando successivamente al collegamento con l’HE-9 notiamo subito una maggior focalizzazione del segnale audio. La timbrica diventa più pulita soprattutto per quanto riguarda la parte medio-alta e alta dello spettro sonoro. Il pilotaggio della LCD-4 diventa più autorevole e si avverte una maggior spinta dinamica. L’articolazione dei transienti è decisamente molto buona e la cuffia acquista velocità nei passaggi da pianissimo a fortissimo. Ne guadagna, rispetto all’abbinamento precedente, anche l’estensione in alto e in basso attestandosi su valori molto buoni. L’immagine stereo risulta un pò meno ampia ma avvertiamo comunque una maggior coerenza su tutto lo spettro sonoro. La resa delle voci si attesta su livelli molto alti per quanto riguarda il realismo riproduttivo. Il bello di questa accoppiata è che si possono raggiungere anche alti livelli di pressione sonora senza particolari problemi o evidenti segni di saturazione o distorsione del segnale audio. Sicuramente il combo Audeze LCD-4/Audio-GD HE-9 risulta a nostro parere un gran bell’abbinamento visto che la cuffia riesce a coinvolgere l’ascoltatore per realismo e dinamica. Quando tuttavia pensavamo di aver terminato i nostri test di ascolto abbiamo però voluto, per nostra pura e semplice curiosità, collegare la cuffia all’HPBA-2 S di QES Labs. C’è da dire che questo amplificatore dual-mono bilanciato, che lavora in corrente e pilota cuffie dai 250 Ohm in su, è stato sviluppato appositamente per la nostra Sennheiser HD 800 S quindi non ci aspettavamo nulla in particolare. Mai considerazione fu più errata!!!

Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Siamo rimasti davvero sorpresi e stupefatti dalla resa sonora di questo abbinamento che riteniamo davvero strepitoso e per chi ci conosce sa bene che non ci lasciamo andare a facili entusiasmi soprattutto dopo vent’anni in questo settore. Il combo è davvero fantastico. La cuffia viene finalmente strigliata a dovere e pilotata in maniera energica. Lo si nota soprattutto nei passaggi da pianissimo a fortissimo che hanno un impatto ed una velocità degni di nota. L’articolazione dei transienti è ottima cosi come l’immagine stereo su i diversi piani sonori dando agli strumenti una collocazione ben precisa. Tutto risulta più a fuoco e più d’impatto. Lo si sente in particolare sulla velocità di attacco e rilascio dei transienti che risultano netti e decisi facendo acquistare alla cuffia un gran bel punch. La timbrica della LCD-4 assume ancora più naturalezza e realismo conferendo alla resa delle voci quella magia che ha reso famosa Audeze. Anche la parte alta dello spettro sonoro risulta più naturale ed equilibrata rispetto a prima. Insomma pensiamo proprio che il problema dell’ascolto binaurale in cuffia, spesso oggetto di critiche per la sua poca tridimensionalità e realismo, abbia trovato in questa unione tra LCD-4, Reveal e HPBA-2 S un punto d’arrivo per chi è alla ricerca di un sistema di ascolto di riferimento in cuffia che si avvicina moltissimo a quello di un setup stereo tradizionale di alto livello.

Conclusioni

Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Dobbiamo dare atto ad Audeze di aver creato un prodotto veramente notevole. Vogliamo però precisare alcune cose. Prima di tutto questa non è la classica cuffia che potete comprare e poi collegare al vostro telefono, ipod, o al vostro player digitale portatile. Per i valori di impedenza e sensibilità dichiarati dalla casa ci vuole come minimo un amplicatore dedicato di tutto rispetto. Se poi, come abbiamo avuto modo di sentire nel nostro studio, volete veramente farla suonare al massimo, ci vuole realmente una catena di alto livello. A nostro avviso inoltre la LCD-4 è una cuffia che gradisce molto di più gli amplificatori a stato solido specialmente bilanciati rispetto a quelli a valvole dato che, nella prima parte del test, essa ci ha fornito una performance inferiore rispetto al pilotaggio a stato solido. Inoltre per il prezzo piuttosto elevato difficilmente potrà essere oggetto di acquisto da parte di una grossa fetta di utenti tra i quali mettiamo anche noi. Per un audiofilo esigente o un professionista dell’audio sia esso Mixing o Mastering Engineer la LCD-4 può essere certamente un punto di arrivo ma rimane sempre una scelta che deve essere obbligatoriamente ben ponderata. Vista la cifra in ballo chi fa l’acquisto deve mettersi nella posizione di sapere come farla rendere al massimo. Altrimenti sarebbe come comprare una Ferrari e non poter andare oltre la seconda marcia. Fondamentale per migliorare ulteriormente la performance sonora della cuffia, si è rivelato il sistema di correzione DSP Reveal creato da Audeze stessa per tutti i suoi modelli oltre che per la LCD-4. Un DSP che consigliamo caldamente a tutti i possessori di cuffie Audeze che usano un computer per ascoltare la musica o lavorare sull’audio. In tutta onestà comunque non siamo certo nella posizione di volerne decantare solo i pregi. Anzi. Di sicuro la LCD-4 non ha la leggerezza, la comodità e il soundstage della Sennheiser HD 800 S. Non ha nemmeno la facilità di pilotaggio di una cuffia come la nostra Audeze LCD-X Creator Package 2017. Però oltre ad essere esteticamente molto bella, essa rimane oggi una delle massime espressioni della tecnologia ortodinamica in termini di naturalezza e realismo sonoro. Pertanto, esclusa la Stax SR-009 e pochissime altre, a nostro avviso l’Audeze LCD-4 abbinata all'HPBA-2 S e a Reveal rimane in assoluto uno dei migliori sistemi di ascolto in cuffia che ci è capitato di provare a fondo negli ultimi vent’anni. Ben fatto Audeze!!!

Opinione

Audeze LCD-4

Audeze LCD-4

Chi mi conosce bene sa che difficilmente mi entusiasmo per qualcosa soprattutto dopo tanti anni di utilizzo delle cuffie sia per lavorare sia per ascoltare musica. È anche vero che in questi ultimi dieci anni la tecnologia e la performance sonora delle cuffie ha fatto dei passi da gigante però questa top di gamma di casa Audeze a mio personalissimo parere esprime un connubio tra performance e resa sonora che difficilmente ho riscontrato in altre cuffie. Se da un lato l’ascolto con amplificatori a valvole fornisce una resa più accattivante e ruffiana, dall’altro la cuffia con lo stato solido bilanciato ci va proprio a nozze per quelli che sono gli scopi del mio lavoro ovvero realismo e neutralità. Difatti nel mio caso, abbinata all’HPBA-2 S di QES Labs e utilizzata con il sistema DSP Reveal di Audeze, la LCD-4 mi ha permesso di raggiungere dei livelli di ascolto veramente notevoli facendomi pensare seriamente, nonostante il prezzo piuttosto elevato, di vendere tutto. Non mi aspettavo assolutamente che il connubio tra i tre potesse essere così performante ma tutto ciò asseconda la mia filosofia lavorativa in questo ambito che si riassume sempre nel pensare di non lasciare mai nulla al caso. Devo dire che l’ascolto del trio è quanto di più vicino ad un paio altoparlanti di alto livello che mi sia mai capitato di ascoltare. E’ infatti la naturalezza, il realismo della riproduzione e la coesione tra le diverse gamme sonore che mi colpisce maggiormente. Certo magari ci potranno essere cuffie anche migliori ma oramai mi ritrovo nella posizione per cui personalmente una cuffia perde di interesse se da un lato non ha una determinata prestazione e dall’altro non può essere usata con un sistema di correzione DSP. Onestamente potrei vivere e lavorare tranquillamente con la sola Audeze LCD-4 che si è rivelata decisamente piacevole, precisa e performante nonostante abbia in casa già due cavalli di razza come la Sennheiser HD 800 S e la LCD-X versione 2017. Se i sogni son desideri a tutti dico che la vita è fin troppo breve per usare cuffie scadenti. Pertanto se sognare non costa nulla un giorno forse chissà…

Punteggio

  • Scoring110
  • Qualità sonora [1]10
  • Valore economico [2]7
  • Misure [3]9
  • Qualità costruttiva [4]10
  • Versatilità [5]10
  • Giudizio complessivo9
EDITOR’S CHOICE
  1. 1. La qualità acustica è di altissimo livello.
  2. 2. Il costo di queste cuffie le rende un prodotto destinato a pochi.
  3. 3. Le misure sono eccellenti sotto ogni punto di vista.
  4. 4. La qualità costruttiva è di altissimo livello e l’estetica è particolarmente ben riuscita.
  5. 5. La versatilità non è la sua dote ma la cuffia può essere pilotata molto bene con apparati adeguati.
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