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iFi audio iPurifier2

Prova filtro USB

iFi iPurifier2Editor’s Choice

Introduzione

La diffusione ormai capillare della musica liquida, una sorta di neologismo atto ad indicare la fruibilità della musica attraverso supporti quali file musicali in formato MP3, PCM o FLAC, ha generato un numero sempre maggiore di periferiche e di apparecchi che sfruttano il protocollo USB per la trasmissione dell’audio. A questo proposito, se proprio volessimo essere pignoli, lo standard USB non è nato per gli scopi legati alla trasmissione dell’audio digitale, tuttavia nel tempo ha subito una crescente attenzione da parte di quasi tutte le case costruttrici di apparecchi hifi come DAC, Media center ecc. vista la presenza di un computer in ormai quasi tutte le abitazioni.

Ed è stato proprio il sempre maggior utilizzo di un computer, sia esso Mac o PC come sorgente per la musica liquida, che ha posizionato il collegamento USB ai vertici della classifica dei protocolli digitali usati per lo streaming della musica rispetto a protocolli come S/PDIF (digitale coassiale) o l’AES-EBU (digitale bilanciato) legati oramai più all’ambito professionale che a quello consumer. La trasmissione dei dati digitali via USB non è esente tuttavia da svantaggi specie se paragonata ai precedenti protocolli, soprattutto quando la sorgente di trasmissione della musica è un computer che rappresenta un ambito potenzialmente soggetto ad interferenze elettromagnetiche ed elettriche. Stiamo parlando di disturbi come il rumore EMI che è generato principalmente dagli alimentatori switching presenti all’interno di un computer e che incorporano un regolatore di commutazione per utilizzare l’energia elettrica nel modo più efficiente. La sua presenza può arrivare ad essere molto fastidiosa ed essere facilmente avvertibile tra un brano e l’altro. Per questo motivo, al fine di poter esprimere tutto il suo potenziale in ambito audio, lo standard USB ha bisogno di una serie di accorgimenti atti a migliorarne in modo sensibile la prestazione sonora. A tal proposito, in un nostro precedente articolo, ci eravamo già occupati di un interessantissimo accessorio chiamato iPurifier prodotto da iFi Audio, al quale abbiamo voluto dare l’editor’s choice proprio per i reali benefici e per i miglioramenti apportati all’interno della nostra catena audio che sfrutta la connessione USB. Recentemente iFi Audio ha voluto spingersi oltre realizzando il degno successore dell’iPurifier ovvero l’iPurifier2 oggetto di questo nostro articolo.

Design

Box

Box

L’iPurifier2, come per la prima versione, viene venduto all’interno di una minuscola confezione che contiene oltre al breve manuale illustrato, anche un ripetitore del segnale USB. La sua struttura esterna è in metallo pressofuso con 4 minuscole viti presenti nella parte superiore. Sempre nella parte superiore, rispetto al precedente iPurifier, questa volta troviamo 2 LED atti indicare la presenza sia dell’alimentazione sia del segnale audio proveniente dal computer o dalla sorgente utilizzata. A parte questo, da una prima valutazione, tutto potrebbe sembrare uguale al precedente iPurifier, ma leggendo il manuale di istruzioni scopriamo una nuova serie di tecnologie proprietarie che iFi Audio ha voluto implementare in questa nuova versione. Ci riferiamo all’ANC® ovvero Active Noise Cancellation e a tre diverse soluzioni denominate REclock® REbalance® e REgenerate®. L’Active Noise Cancellation prende spunto da una tecnologia utilizzata in ambito militare. Come descritto da iFi Audio, quando un radar per la difesa aerea trasmette una certa frequenza necessaria per scoprire il nemico, questa può essere captata da un ricevitore presente a bordo dell’aereo che la analizza e ne genera una identica di fase opposta neutralizzando così il segnale del radar ed evitando che l’aereo possa essere intercettato. Allo stesso modo la tecnologia ANC® genera un segnale identico a quello rumoroso originale, ma con fase opposta, cancellando attivamente tutto il disturbo in ingresso. Tale sistema costituisce un antidoto molto efficace contro il rumore EMI che è la rovina di ogni segnale audio USB. iFi Audio dichiara una riduzione di 40 dB sul rumore del segnale in ingresso e un livellamento da 100 mV a 5 mV sulla banda audio passante del segnale USB, diminuendo così in maniera sensibile la soglia del rumore di fondo. Oltre a ciò, l’iPurifier2 sfrutta anche una funzione di reclocking suddivisa in ulteriori 2 fasi. La prima, ovvero la REclock® che assieme alla REgenerate® ha il compito di eliminare il più possibile il jitter rigenerando un nuovo sincronismo del segnale USB indipendente da quello generato dal computer, la seconda ovvero la REbalance® che rettifica il segnale sbilanciato rimuovendo, come fa l’iPurifier originale, oltre alle possibili incongruenze di impedenza, anche il DC offset. Il termine DC offset deriva dall’elettronica e fa riferimento a un segnale il cui valore viene spostato di una certa misura rispetto al suo riferimento di massa. Estendendo questo concetto alla rappresentazione di una forma d’onda, il DC offset può essere considerato l’ampiezza media della forma d’onda e solo quando l’ampiezza media di questa forma d’onda è pari a zero, il DC offset viene neutralizzato e il segnale diventa perfettamente bilanciato. Infine, rispetto al modello precedente, l’iPurifier2 utilizza nella parte posteriore una presa USB 3.0 retro compatibile con lo standard USB 2.0 e permette all’utente di scegliere nella parte frontale le diverse prese dello standard USB ovvero la A,B,C e quella micro in modo da avere la più ampia compatibilità con tutte le sorgenti audio digitali presenti sul mercato.

Prova d’uso

Tre quarti

Tre quarti

Come di consueto abbiamo inserito l’iPurifier2 tra il nostro cavo USB di riferimento ovvero il Silver-One di Portento Audio e il nostro DAC ovvero il Tobby della Firestone Audio. Abbiamo lasciato rodare l’apparecchio per almeno 48 ore prima di effettuare qualsiasi ascolto critico. La prova si è svolta nel nostro piccolo studio utilizzando la nostra workstation audio abbinata a Windows Fidelizer e a Jriver come player. L’ascolto è stato fatto attraverso le nostre cuffie di riferimento ovvero l’Audeze LCD-X, l’HiFiMan HE-6 e la Sennheiser HD 650 pilotate in bilanciato dagli amplificatori per cuffie Audio-GD Master 9 e Violectric V281. La selezione musicale si è basata in gran parte su incisioni ad alta risoluzione sia di musica rock, pop, jazz ed elettronica caratterizzate da un buon range dinamico. Una delle caratteristiche più interessanti dell’iPurifier2 è quella di non richiedere alcun driver per l’installazione comportandosi come una periferica plug and play. Esso inoltre è compatibile con tutti i segnali PCM fino al 768 kHz e con i segnali DSD fino a 24.6 MHz. Dopo aver iniziato la sessione di ascolto la prima sensazione è stata quella provata anni fa in uno studio di registrazione quando abbiamo collegato un word clock esterno al nostro convertitore Rosetta della Apogee. Ci è saltata subito all’orecchio, per usare un eufemismo, la maggior focalizzazione generale del messaggio sonoro per la migliore resa delle frequenze e la precisione dei transienti. Nei brani di musica elettronica dove cassa e basso la fanno da padroni, gli strumenti percussivi si fanno notare per una maggiore incisività e profondità delle frequenze basse come se esse stesse scuotessero in maniera più netta e marcata i driver delle nostre cuffie. Certo non parliamo di differenze dal giorno alla notte ma di cambiamenti sonicamente udibili. La gamma media è l’altra porzione delle spettro sonoro che ne guadagna di più restituendo le voci e le chitarre in maniera naturale e con maggior presenza. Riguardo alla gamma alta, possiamo invece tranquillamente confermare una minor granulosità della stessa e un leggero guadagno in estensione. Crediamo che questo tipo di miglioramento sulle alte frequenze sia dovuto ad un abbassamento del valore del jitter. Senza dubbio l’iPurifier2 con le nuove funzioni di REclock® e REgenerate® fa sentire la sua presenza all’interno della catena USB e fornisce delle prestazioni più incisive rispetto al suo predecessore. Visto poi che ci piace sempre sperimentare e scambiare feedback direttamente con la casa madre, dietro loro suggerimento, abbiamo provato ad interporre tra l’iPurifier2 e il DAC un alimentatore lineare a 5 volt prodotto sempre da iFi Audio ovvero l’iUSB. Questo ulteriore step ha potuto fornire al nostro DAC un segnale USB opportunamente alimentato in maniera lineare senza disturbi esterni. Se all’inizio eravamo dubbiosi circa l’utilizzo di un alimentatore esterno associato al nuovo prodotto di casa iFi Audio ci siamo dovuti poi ampiamente ricredere. L’inserimento dell’iUSB ci ha permesso di estrapolare alimentazione e dati audio in maniera separata tramite l’uso di un cavo USB a Y sempre di produzione Portento Audio. La qualità del segnale USB in questa nuova configurazione si è innalzata ulteriormente andando a migliorare laddove il solo inserimento dell’iPurifier2 aveva già da solo contribuito ad apportare dei miglioramenti sonici all’interno della nostra catena audio. Infine, ha tratto ulteriore giovamento anche l’immagine stereo che si è resa più ampia e meglio definita soprattutto per la collocazione degli strumenti. Il combo dei due prodotti ha portato quindi la qualità audio del segnale USB ad un livello tale da non farci rimpiangere quello che potevamo ottenere con le semplici connessioni in S/PDIF o AES-EBU.

Conclusioni

Fronte

Fronte

Purtroppo o per fortuna, e questo non ci stancheremo mai di dirlo, il protocollo USB, quando destinato ad impieghi prettamente audiofili o nel campo dell’audio digitale, ha bisogno di tutta una serie di accorgimenti e aiuti supplementari per poter dare il meglio di sé. L’iPurifier2 è sicuramente uno di questi soprattutto se abbinato ad un alimentatore lineare esterno come l’iUSB. Insieme essi costituiscono un’accoppiata vincente che può innalzare in maniera sensibile la performance della vostra catena audio USB. Per questo motivo, l’iPurifier2 è un accessorio indispensabile per l’audio digitale via USB. Abbiamo provato infatti più e più volte ed in diverse occasioni a fare a meno dell’iPurifier2 effettuando confronti veloci nello stacca e attacca dello stesso, ma una volta abituato il nostro esigente orecchio alla performance del nuovo prodotto non siamo riusciti più a tornare indietro e abbiamo lasciato permanentemente l’iPurifier2 e l’iUSB nel nostro setup. Anche se state pensando che siamo dei viziati, considerate che questo è uno di quei pochissimi vizi che in fin dei conti non fa male né alla salute né al portafoglio.

Opinione

Top

Top

Se devo essere sincero sono sempre stato piuttosto prevenuto verso il protocollo USB per quello che concerne la trasmissione dell’audio digitale perché spesso e volentieri ne è uscito sconfitto rispetto agli altri protocolli come l’S/PDIF e l’AES-EBU. Potrebbe quindi risultare difficile pensare che quello che sembra, e sottolineo sembra, solo un piccolo filtro passivo possa davvero fare la differenza. Ma nel corso del tempo mi sono dovuto ricredere sulla bontà dello standard USB soprattutto quando si hanno i mezzi necessari per poterlo far suonare al meglio. L’iPurifier2 è sicuramente uno di questi e rispetto alla prima versione ha davvero innalzato la qualità della performance tant’è che le sensazioni, al suo primo utilizzo, mi hanno ricordato come vi ho detto, quelle in cui utilizzavo un word clock esterno per il DAC in studio. Tutto molto più a fuoco, molto più preciso e realistico rispetto agli ascolti precedenti. Se nella trasmissione dell’audio via USB l’iPurifier2 è già di per se un passo avanti rispetto alle normali connessioni S/PDIF e AES-EBU e in qualche modo apporta dei benefici sonicamente tangibili, l’iPurifier2 unito all’iUSB costituisce uno degli step definitivi verso l’audio USB di altissima qualità. Ben fatto iFi Audio!!!

Giudizio

  • Scoring110
  • Qualità sonora [1]10
  • Valore economico [2]10
  • Misure [3]8
  • Qualità costruttiva [4]10
  • Versatilità [5]10
  • Giudizio complessivo9.6
EDITOR’S CHOICE
  1. 1. La qualità sonora è davvero ottima
  2. 2. Il valore dell’apparecchio rapportato al prezzo è altissimo
  3. 3. Le misure dichiarano valori decisamente interessanti
  4. 4. La qualità costruttiva e l’estetica dell’apparecchio sono ottime
  5. 5. La versatilità è ad ampissimo raggio nel mondo delle periferiche audio USB
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