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Bryston BUC-1

Prova interfaccia audio digitale USB

Bryston BUC-1Editor’s Choice

Introduzione

La musica liquida, termine diventato ormai di uso comune, si sta diffondendo a macchia d’olio. L’utilizzo di file audio ad alta risoluzione sta infatti coinvolgendo un numero sempre maggiore di appassionati ed ascoltatori, spesso anche non del tutto occasionali, che hanno incominciato ad utilizzare il computer quale sorgente principale per la riproduzione e l’ascolto dei propri brani musicali.

Questo nuovo fenomeno ha dato genesi e commercializzazione a tutta una serie di apparecchi dedicati, alcuni dotati di soluzioni tecniche piuttosto raffinate, che permettono di interfacciare il pc con il proprio impianto stereo utilizzando la comune e ormai diffusissima porta USB. Per raggiungere tuttavia il cosiddetto nirvana della riproduzione musicale attraverso la porta USB occorre osservare alcuni accorgimenti. Ad esempio l’impiego di un cavo USB che preveda la separazione del segnale di alimentazione da quello dei dati audio, l’uso di un’alimentazione dedicata per il segnale USB ed infine, ma non per questo meno importante, la scelta di una corretta interfaccia o convertitore USB. A tale proposito, ci riferiamo in particolare all’apparecchio oggetto di questa nostra prova, ovvero al convertitore USB asincrono della Bryston denominato BUC-1. La Bryston, azienda canadese da sempre votata alla realizzazione di apparecchi audio di alto livello anche per il settore professionale, è tra quelle che sono entrate in questo segmento di mercato proponendo un’interfaccia che permette di convertire il segnale USB nei più comuni formati digitali AES/EBU e S/PDIF. Questo per fornire agli utenti, da un lato la possibilità di trasformare il semplice segnale USB in un segnale audio PCM digitale che può essere facilmente decodificato dalle diverse apparecchiature audio professionali o consumer, dall’altro, attraverso l’utilizzo del protocollo USB 2.0, di gestire il trasferimento dei dati audio facendo svolgere all’interfaccia USB anche la funzione di master nella rigenerazione del segnale di clock e nel filtraggio dei rumori di interferenza elettromagnetica. Il raggiungimento di entrambi questi obiettivi ha consentito alla Bryston di creare un prodotto come il BUC-1.

Design

Vista frontale

Vista frontale

Il BUC-1 è essenzialmente un’interfaccia che consente di convertire il segnale audio USB proveniente da un pc in un segnale audio PCM digitale AES/EBU e S/PDIF. La sua realizzazione è ben curata sia per l’estetica semplice ma accattivante, sia per le dimensioni che sono piuttosto contenute, mentre il peso lascia chiaramente intendere una costruzione solida e lineare con lo chassis esterno in metallo. Il pannello frontale, che a richiesta del cliente può essere anche di colore nero o argento, è invece di metallo satinato. Su di esso si trovano, sia il pulsante di accensione, sia un insieme di spie con 8 piccoli LED verdi indicanti la frequenza di campionamento del segnale in ingresso, la presenza o meno della connessione USB e l’agganciamento del segnale di clock da parte del BUC-1. Il pannello posteriore, oltre alla presa IEC per la connessione del cavo di alimentazione, è dotato di un presa XLR bilanciata digitale per il segnale AES/EBU e di due connettori coassiali, di cui uno BNC, per il segnale S/PDIF. All’interno del BUC-1, troviamo un chip XMOS di ultima generazione per la decodifica del segnale USB. Questo chip è in grado di accettare flussi audio PCM fino a 24/192 kHz e DoP (DSD over PCM) fino a 2,8 MHz. Vi sono inoltre due clock ad alta qualità e a basso rumore di fase, uno per i multipli di 44,1 kHz, l’altro per i multipli di 48 kHz. La Bryston ha pensato inoltre di dotare il BUC-1, sia di un alimentatore ben dimensionato con la funzione di eliminare tutto il rumore generato dal computer (scheda madre, hard disk etc), sia di un filtro multistadio per eliminare le interferenze elettromagnetiche della corrente in ingresso che sono tra le più dannose per la qualità complessiva della riproduzione audio nella catena USB. L’alimentazione interna è inoltre stabilizzata e fornisce tensione ai due clock e al circuito digitale. Completano la dotazione dell’apparecchio, il cavo di alimentazione, il manuale cartaceo ed una chiavetta USB con i driver necessari agli utenti Windows in quanto il sistema operativo dei computer Apple vede nativamente il BUC-1 senza bisogno di driver specifici. Complessivamente ogni dettaglio è stato accuratamente pensato per ottenere il miglior risultato.

Prova d’uso

Vista posteriore

Vista posteriore

Come d’abitudine in tutte le nostre prove d’ascolto, abbiamo lasciato rodare l’apparecchio per almeno 48 ore. Abbiamo poi sostituito il cavo di alimentazione con uno più performante in modo da mettere il BUC-1 nelle condizioni di poter esprimere al meglio tutto il proprio potenziale. Una volta terminata la fase di rodaggio abbiamo provveduto, senza alcuna difficoltà, ad installare sulla nostra workstation Windows i driver necessari all’utilizzo del convertitore USB. I brani utilizzati per i test di ascolto hanno riguardato soprattutto incisioni ad alta risoluzione, tra le più adatte a sfruttare in profondità tutte le capacità tecniche offerte dal BUC-1. Confrontando il prodotto della Bryston con un’altra interfaccia in nostro possesso, prodotta dalla Matrix Audio, abbiamo avuto modo di percepire delle nette differenze. Provando a descriverle, la prima parola che ci viene in mente riguardo alla performance del BUC-1 è naturalezza. La riproduzione musicale avviene infatti senza alcun sforzo con tutti gli strumenti riprodotti in modo molto realistico ed assolutamente privi di ogni sensazione di artificiosità tipica del segnale audio digitale. La precisione dei dettagli e della messa a fuoco è davvero ottima così come l’articolazione dei transienti. Rispetto all’X-SPDIF della Matrix Audio, il BUC-1 sembra estendere maggiormente la risposta della sorgente agli estremi della banda sonora. Le basse frequenze guadagnano in estensione e le alte si fanno più precise. Si avverte con chiarezza una maggiore separazione dei canali e ciò che colpisce, oltre alla purezza del messaggio sonoro, è la dinamica dei brani musicali. Gli strumenti acquistano maggior peso ed impatto riuscendo così a sferzare in maniera ancora più netta tutta la nostra catena riproduttiva. Il BUC-1 è un apparecchio che non toglie o aggiunge nulla alla sorgente. Il suo equilibrio tonale lo rende tale da farlo sembrare completamente trasparente nell’esaltare i pregi o i difetti delle registrazioni. Spinti inoltre dalla curiosità abbiamo voluto inserire il filtro iPurifier tra il cavo usb e l’ingresso USB del BUC-1 per valutare se la prestazione sonica dell’apparecchio poteva in qualche modo risentirne in positivo o in negativo. e quella coassiale S/PDIF. Commutando rapidamente da una connessione all’altra, l’uscita bilanciata digitale AES/EBU è stata quella che ci ha regalato le migliori prestazioni e quella che ci ha convinto maggiormente delle ottime prestazioni di questa interfaccia USB. L’uscita coassiale garantisce sicuramente un’ottima qualità ma non ha lo stesso peso, dimensione della scena sonora, naturalezza e articolazione di quella digitale bilanciata. Anche se la resa migliore del BUC-1, è quasi scontato dirlo, si ottiene dalle registrazioni native a 96 e 192 kHz, non sono certamente da sottovalutare le riproduzioni dei comuni file audio con risoluzione nativa del CD.

Conclusioni

Vista laterale

Vista laterale

Il BUC-1 è sicuramente un apparecchio che risente in positivo di tutto il know-how acquisito negli anni da Bryston nel campo dell’audio digitale. Potremmo tranquillamente considerarlo un apparecchio ad impronta professionale creato per il mercato consumer allo scopo di offrire anche ad un normale utente la migliore esaltazione riproduttiva della propria catena audio USB. Anche se a differenza di alcuni suoi concorrenti non può decodificare formati come il DSD, il DXD o file audio PCM con risoluzione di 352 e 384 kHz, il BUC-1 fa della naturalezza, della dinamica e della neutralità i suoi maggiori punti di forza. E’ un prodotto che dovrebbe essere seriamente preso in considerazione da tutti coloro che non hanno un DAC con un ingresso USB o nel quale l’ingresso USB sia limitato ai 96 kHz al fine di ottenere il meglio in termini sonici dalla propria catena riproduttiva. Concludendo, va detto senza mezzi termini e senza timore di avventurarci in affermazioni assolutistiche, che il BUC-1 della Bryston può fare la differenza a patto che il resto della catena riproduttiva ne sia all’altezza e che gode della nostra più alta raccomandazione. Ben fatto dunque Bryston!

Opinione

Vista di tre quarti

Vista di tre quarti

Se all’inizio avevo qualche dubbio che una diversa interfaccia USB potesse in qualche modo migliorare le prestazioni soniche della mia catena audio, alla fine mi sono dovuto ricredere. Ho finito con l’apprezzare in meglio l’ascolto di molti brani a me già noti e soprattutto, grazie al BUC-1, ho potuto avere un quadro assai più chiaro e preciso di quello che stava provenendo dalla sorgente in riproduzione. Ho sempre amato infatti gli apparecchi che non colorano il messaggio sonoro, ma che soprattutto ne esaltano in maniera impietosa pregi e difetti. In questo il BUC-1 della Bryston ci è riuscito perfettamente, diventando il mio nuovo riferimento. Pertanto mi sento di consigliarlo vivamente ad ogni appassionato che fa del computer lo strumento principale del proprio ascolto musicale.

Giudizio

  • Scoring110
  • Qualità sonora [1]10
  • Valore economico [2]9
  • Misure [3]10
  • Qualità costruttiva [4]10
  • Versatilità [5]8
  • Giudizio complessivo9
EDITOR’S CHOICE
  1. 1. La qualità sonora è davvero eccellente in particolare con i brani ad alta risoluzione
  2. 2. Il valore economico dell’apparecchio rapportato alla qualità è molto buono
  3. 3. Le misure mostrano una linearità ottima su diversi parametri
  4. 4. La qualità costruttiva e l’estetica sono davvero ottime
  5. 5. La versatilità è ad ampio raggio ma limitata ai soli file PCM fino a 192 kHz
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